Marta La Ferla

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Perché “mother!” non ha funzionato

L’ultimo film di Darren Aronofsky è stato demolito da gran parte della critica, non è stato capito dal pubblico e si è rivelato un fallimento al botteghino. Quali sono le ragioni dietro questa débâcle, e davvero si può considerare un capolavoro incompreso che verrà rivalutato nel tempo?

Jennifer Lawrence in mother!, from Paramount Pictures and Protozoa Pictures.

Primo film fischiato alla 74ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia, mother! era destinato a far discutere, anzi, polarizzare l’audience era proprio uno degli obbiettivi dichiarati del regista. L’ambiziosa allegoria biblica, scritta in soli quattro giorni, punta tutto sul senso di claustrofobia e mistero provocato dall’insolita apocalisse che piomba nella vita di una coppia apparentemente tranquilla.

La narrazione ad alto tasso ansiogeno riesce a tenere attaccati allo schermo, ma l’escalation di orrore finisce per estenuare lo spettatore e, a parte forse i masochisti, nessuno può dirsi soddisfatto al termine della visione. Non è di certo il primo film a suscitare reazioni forti e contrastanti fra il pubblico, eppure sembra essere diventato un caso particolare all’interno dell’industria cinematografica. Cercheremo quindi di analizzare le ragioni per cui mother! sia stato accolto in questo modo e perché, a nostro avviso, sia un film sbagliato su tutti i fronti.

Innanzitutto, è un prodotto che non ha un pubblico di riferimento. Umberto Eco diceva che ogni autore immagina il suo lettore modello, ovvero colui al quale, idealmente, è destinata l’opera. Questo comporta da parte dell’autore l’adozione di determinate tecniche narrative che soddisfino tale destinatario ideale; tralasciando il fatto ovvio per cui il pubblico ideale non esiste, e che inevitabilmente l’opera verrà fruita da persone diverse da quelle che aveva in mente l’autore, appare evidente che in mother! il lettore ideale non esiste: l’allegoria è troppo evidente e per nulla stimolante per i cinefili abituati a film intellettuali e simbolisti, mentre la costruzione del film risulta troppo cervellotica e poco interessante agli occhi del pubblico medio, magari attratto in sala solamente dallo star power di nomi come Jennifer Lawrence, Michelle Pfeiffer e Javier Bardem.

 In definitiva, mother! sembra non soddisfare nessuno, o per lo meno, solo una piccola parte. Forse gli unici che l’hanno apprezzato pienamente sono quelli che Aronofsky tenta di adulare facendogli credere di possedere un’intelligenza superiore al pubblico medio. Sia prima che dopo la Mostra, infatti, in rete e fuori hanno proliferato orde di “evangelizzatori”, piccoli gruppi di Prescelti convinti di essere gli unici portatori della Verità, il quale unico scopo nella vita sembra essere spiegare il film a chi non l’ha capito, quando in verità basta un piccolo sforzo mentale (e una media cultura cinematografica) per capire l’allegoria e le interpretazioni, ed eventualmente accorgersi del bluff che sta dietro il simbolismo spicciolo di Aronofsky. Un po’ come chi elogiava The Revenant senza aver mai visto un film di Andrej Tarkovskij, o chi non riesce a capire The Prestige e allora da del capolavoro a Now You See Me, adesso si cantano le lodi di Aronofsky perche probabilmente non si conosce o non si riesce ad apprezzare Bergman, Buñuel o Von Trier.

In secondo luogo, la Paramount ha fatto delle scelte di mercato disastrose. Decidere di produrre un film autoriale, praticamente a scatola chiusa, facendosi forza solo del nome del regista e del cast, è stata un’operazione molto coraggiosa per una major, ma programmare un’uscita statunitense nationwide (in tutte le sale in contemporanea) piuttosto che una limited release (solo in alcune sale selezionate, per poi farsi forza del passaparola) si è rivelato un suicidio economico. Le ultime previsioni dicono che il film non raggiungerà i 20 milioni di dollari di incassi totali, a fronte dei 30 di budget; un flop che potrà rivelarsi un boomerang per tutti i filmmaker indipendenti che sognano di essere scritturati da grandi studios senza perdere la loro creatività: i capi del marketing della Paramount difendono ancora il film, ma sicuramente la prossima volta ci penseranno due volte prima di investire di nuovo in progetti così ambiziosi, e difficilmente altre major cinematografiche prenderanno mother! come esempio positivo.

Infine, la strategia di promozione ha funzionato solo in parte: dopo i meravigliosi primi poster che raffiguravano i protagonisti (e che da soli contenevano già l’intero simbolismo del film), sono arrivati dei teaser fuorvianti che etichettavano il film come horror con annesse locandine che citavano quelle di altrettanti horror famosi (Rosemary’s Baby) o che richiamavano altri film nei concept (il terzo poster uscito ha la stessa struttura di quello di The Master e Donnie Darko); ciò ha deviato le aspettative iniziali del pubblico, fra chi si aspettava un horror e chi qualcosa di cervellotico ma intellettualmente concreto. Nessuno dei due, per tornare all’argomento iniziale, è stato soddisfatto.

Forse con l’uscita in home video e nei prossimi anni, mother! verrà rivalutato e diventerà un cult, ma sarà un riconoscimento poco meritato: il film di Aronofsky riesce perfettamente nell’unico intento che il regista sembrava essersi preposto, ovvero far parlare di sé, ma non stimola alcuna altra riflessione che vada oltre grandi tematiche già ampiamente (e meglio) trattate.

Madre!

2017
Di: Darren Aronofsky
Con: Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Ed Harris, Michelle Pfeiffer, Domhnall Gleeson, Brian Gleeson

Il rapporto di una coppia tra Lei e Lui è messo in discussione quando alla loro porta si presentano ospiti inattesi, un uomo e una donna, che turbano la loro tranquilla esistenza.