Marta La Ferla

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Mudbound: la recensione del film di Dee Rees con Carey Mulligan e Mary J. Blige

L’opera della regista afroamericana mescola la tradizione dell’epopea alla potenza di uno sguardo innovativo sul passato.

Tratto dall’omonimo romanzo di Hillary Jordan (in Italia pubblicato da Neri Pozza con il titolo di Fiori nel fango), Mudbound racconta dieci anni della vita delle famiglie McAllan e Jackson, la seconda alle dipendenze della prima in una fattoria sul delta del Mississippi. Le storie intrecciate di due famiglie dell’America profonda diventano una riflessione sulle relazioni umane, sui conflitti razziali, sui segni indelebili lasciati dalla guerra.

Dee Rees mantiene la struttura corale del romanzo, facendoci conoscere i protagonisti tramite i loro pensieri e offrendoci, quindi, diversi punti di vista: Laura (Carey Mulligan), racconta del suo matrimonio con Henry McAllan (Jason Clarke) e del traumatico trasferimento dalla campagna alla città; Hap Jackson (Rob Morgan) narra delle sofferenze e dell’impegno di un capofamiglia che lotta per avere rispetto e indipendenza economica dai bianchi, mentre la moglie Florence (Mary J. Blige) mette a nudo tutto il dolore e l’ansia per il figlio partito in guerra; e saranno lo stesso figlio Ronsel (Jason Mitchell) assieme a Jamie (Garrett Hedlund), fratello di Henry, a mostrarci la realtà della seconda guerra mondiale e il suo impatto sulla psiche dei soldati.

Questa impostazione corale è uno dei maggiori punti di forza del film, che in questo modo fugge dalle convenzioni di altri film americani che narrano dei conflitti razziali, dove in genere si da più spazio ai sensi di colpa dell’uomo bianco piuttosto che dare voce alla comunità afroamericana e, soprattutto, agli individui.

L’altro punto di forza sta nella potenza delle immagini, che rimandano ai classici del cinema statunitense ma che Rees e la direttrice della fotografia Rachel Morrison arricchiscono di elementi contemporanei e anticonvenzionali. A unire il tutto, come nel titolo originale, il fango, onnipresente nelle parole, nelle immagini, evocato persino dalla splendida soundtrack dell’esordiente Tamar-Kali.

Prodotto da NetflixMudbound punta sicuramente a fare incetta di nomination, e nonostante la trama e la politica dietro il film (diretto, montato e musicato da un team di sole donne) potrebbero far pensare a un “Oscar bait”, quest’opera merita davvero di essere celebrata, per la storia che narra e il modo in cui lo fa, per l’impeccabile comparto tecnico, per le solide interpretazioni dell’intero cast (Hedlund, Morgan e Blige sopra tutti), e perché  potrebbe portare i giusti riconoscimenti alla piattaforma di streaming  dopo l’ingiustamente snobbato e ugualmente valido Beasts of No Nation di Cary Fukunaga.

Mudbound sarà disponibile su Netflix a partire dal 17 Novembre 2017.

Voto: 8 / 10

Mudbound

2017
Di: Dee Rees
Con: Carey Mulligan, Jason Clarke, Jason Mitchell, Garrett Hedlund, Mary J. Blige, Rob Morgan

Nel sud degli Stati Uniti, nel secondo dopoguerra, due famiglie si ritrovano ai lati opposti della barbarica scala sociale. Sullo sfondo di un contesto senza compromessi, combatteranno le loro battaglie sia dentro sia fuori casa, confrontandosi con questioni come l'amicizia, l'eredità e l'infinita lotta per e contro la terra.