Marta La Ferla

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Timothée Chalamet elogia Paul Thomas Anderson: “The Master mi ha cambiato la vita”

Il protagonista di Chiamami col tuo nome ringrazia il regista californiano durante il discorso di accettazione del premio come miglior star emergente assegnatogli dalla National Board of Review.

Solo qualche settimana fa, Paul Thomas Anderson aveva elogiato l’attrice emergente Tiffany Haddish mentre riceveva il premio alla miglior sceneggiatura per Phantom Thread ai New York Film Critics Circle Awards; adesso tocca a lui essere oggetto di un discorso di ringraziamento, quello di Timothée Chalamet, uno dei protagonisti assoluti della awards season per i suoi ruoli in Chiamami col tuo nome Lady Bird, che il 9 dicembre ha ricevuto il premio come miglior performance emergente dalla National Board of Review.

Il discorso si è aperto con un elogio di  New York City, dove si svolgeva la cerimonia ma anche sua città natale, per spostarsi presto sul valore formativo che ha avuto per lui Ubriaco d’amore (Punch-Drunk Love), film del 2002 di Paul Thomas Anderson con Adam Sandler ed Emily Watson:

“Una sera ero con dei miei amici della scuola di recitazione e avevamo deciso di vedere qualcosa di divertente”, ricorda l’attore. “Abbiamo scelto una commedia di Adam Sandler a caso perché aveva una locandina figa: Ubriaco d’amore. È stato chiaro fin dalla prima lunga, larga inquadratura di Mr. Sandler al suo tavolo, dove è impegnato in una discussione su dei coupon, che non si trattava della solita commedia demenziale”.

Continua ancora:

“Sono rimasto lì a guardare, guardare e guardare, e poi è successo qualcosa. Ero dentro il mondo di un introverso, nel modo in cui avevo solo letto nei libri come Ragazzo da parete o Delitto e castigo. Adam Sandler mi aveva fatto entrare in un mondo in cui non ero mai stato, e poi era finito.”

Chalamet e i suoi amici rimasero incantati da quel film e cercarono di scoprire tutto ciò che potevano sul regista e le sue opere:

“Il regista-sceneggiatore era Paul Thomas Anderson. Che nome figo, ho pensato. Un nome da rapper o qualcosa del genere”, dice ridendo. “Quindi non appena tornato a casa ho visto l’unico altro suo film disponibile su Netflix, perché sono un millennial, The Master.”

L’attore paragona l’esperienza a quella di un altro film che gli ha cambiato la vita, Il cavaliere oscuro (la performance di Heath Ledger l’ha spinto a studiare recitazione, ndr):

“È stata l’unica volta in cui ho avuto la stessa reazione viscerale che ebbi quando guardai Il cavaliere oscuro sei anni prima. A circa quaranta minuti del film, c’è una scena di trattamento, una sorta di interrogatorio, in cui il personaggio di Philip Seymour Hoffman dice a Joaquin Phoenix che deve rispondere a tutto quello che gli chiede in modo onesto e senza battere ciglio. Ero attonito.”

Per Chalamet si tratta dell’esempio più vivido della tecnica Meisner (una famosa tecnica di recitazione basata sulla ripetizione, ndr)

“La scena vedeva dui maestri al lavoro, aperti, vulnerabili e, nel caso di Mr. Phoenix, che odia se stesso in modo fisico. Ad oggi, non conosco una scena così intensamente onesta… La scena era in qualche modo disordinata, e il segmento di recitazione più diretto che abbia mai visto.”

Chalamet conclude il suo lungo discorso elogiando direttamente Anderson, presente in sala:

“Credo sia bello sentire la propria voce elogiare il tuo eroe di fronte al tuo eroe, perché so che lui è qui da qualche parte stasera, credo sia qui da qualche parte stasera. E so che questo elogio non accrescerà le mie possibilità di lavorare con te, ma non era questo l’obbiettivo. Cioè, se vuoi lavorare con me, parliamone! Ci metteremo d’accordo. Piuttosto, voglio solo dire grazie, perché Mr. Paul Thomas Anderson, tu sei una delle ragioni maggiori per cui sto qui in questo palco in questo momento e sono onorato di essere menzionato assieme a te in una scaletta, perché sei un genio.”

Il caso ha voluto che il regista salisse sul palco proprio dopo l’attore, a ritirare il premio come miglior sceneggiatura per Phantom Thread. Appena salito sul palco, ha iniziato il suo discorso dicendo “Sei dentro, Timothée!”, mentre su Twitter sono spuntate le foto di un loro successivo caloroso abbraccio:

Fonte: IndieWire