Marta La Ferla

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They, la recensione del film di Anahita Ghazvinizadeh

Presentato al Sicilia Queer Filmfest 2018 nella sezione Panorama Queer, e già in concorso a Cannes 2017, l’opera prima di Anahita Ghazvinizadeh è un delicato affresco sull’identità e la crescita.

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J è una persona genderfluid. Grazie agli inibitori della crescita, J sta ritardando il sorgere della pubertà, che donerà loro inevitabilmente le caratteristiche del sesso assegnato alla nascita. Ma adesso J, che preferiscono essere chiamati col pronome “Loro” (da qui il titolo del film), devono prendere una decisione.

Il film di debutto di Anahita Ghazvinizadeh, iraniana di nascita e americana di formazione, è prodotto da Jane Campion e dedicato alla memoria Abbas Kiarostami, ed è evidente l’influenza della regista neozelandese e del maestro del cinema iraniano in questa deliziosa opera prima.

La storia si apre in un momento ben preciso della vita di J, e si svolge nell’arco di tre giorni o poco meno, tre giorni in cui osserviamo J nel loro ambiente casalingo, nel loro vicinato, li sentiamo recitare una poesia a memoria della quale non ricordano la fine, li vediamo relazionarsi con la sorella e la famiglia del suo fidanzato iraniano, attraverso dei “quadri” dove l’interiorità di J si esprime attraverso la loro cura delle piante e le persone con cui decidono di aprirsi.

Il tema dell’identità di genere in They viene approfondito comparandolo ad altre situazioni di cambiamento, come quella della sorella – che torna nella vita di J dopo esserne stata assente per molto tempo – che non sa per ripartire, o del suo fidanzato emigrato indeciso se mettere definitivamente radici o tornare al paese d’origine. Tutte le decisioni, alla fine, rimarranno sospese.

Una narrazione, quindi, dove la fanno da padroni l’impressione di sospensione e circolarità del tempo, in una sceneggiatura a volte fuori fuoco, ma dove nulla sembra essere fuori posto. La bellezza di questo film si trova nei dettagli, come insegna Kiarostami e la scuola del cinema iraniano, dettagli delicati e nascosti come i sussurri a malapena udibili di J: un vaso che si rompe, un elenco compilato quotidianamente, un abito non indossato, una corsa nei boschi. Un simbolismo sussurrato che incanta lo spettatore e lo trasporta in uno stato quasi meditativo.

In conclusione, They è un film con qualche punto debole ma con tanti punti di forza, tra i quali spicca soprattutto il bravissimo protagonista Rhys Fehrenbacher, e nel quale è evidente il talento di Ghazvinizadeh, giovane promessa del cinema che al suo primo lungometraggio mostra già una buona dose di maturità e sapienza nel narrare storie non convenzionali con rara semplicità.

They è uscito limitatamente in Italia il 15 maggio 2018, distribuito da Lab 80.

Voto: 7.5 / 10

They

2018
Di: Anahita Ghazvinizadeh
Con: Rhys Fehrenbacher, Koohyar Hosseini, Nicole Coffineau, Norma Moruzzi, Diana Torres, Evan Gray

J ha quattordici anni. J vuole il pronome “they”. “They” vuol dire “loro”. J vivono con i genitori nella periferia di Chicago. J stanno esplorando la loro identità di genere mentre seguono una terapia ormonale per ritardare la pubertà. Dopo due anni di terapia, J devono decidere se effettuare o no la transizione. Durante il week-end decisivo, mentre i loro genitori sono in viaggio, la sorella di J e il suo ragazzo iraniano arrivano per prendersi cura di loro.