Worlds of DC: l’universo esteso dei cinecomic Warner Bros. cambia nome

Chiaro cambiamento di rotta per i film di supereroi DC, che si distaccano sempre più dalla concezione di “universo condiviso” e si presentano al Comic-Con di San Diego con un nuovo brand: Worlds of DC. Ma cosa cambierà nei fatti?

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Sembra che, dopo l’accoglienza tiepida del pubblico (e feroce da parte della critica) di Batman v Superman, Suicide Squad Justice League, la Warner Bros. si sia decisa a tentare un approccio diverso coi suoi cinecomic, smettendo di inseguire gli eterni rivali dei Marvel Studios e tentando di trovare una propria identità.

Da gennaio 2018, infatti, a capo della divisione DC Films della Warner c’è Walter Hamada, produttore esperto, che insieme a Geoff Johns, dal 2016 presidente della DC Entertainment nonché direttore creativo dell’Universo Esteso DC, ha cominciato a lavorare per dare una nuova direzione ai futuri progetti della casa di produzione.

I primi frutti di questo lavoro si sono visti al Comic-Con, dove la Warner Bros. ha presentato i trailer dei suoi nuovi film, e in particolare quelli DC sotto il nuovo nome Worlds of DC.

Sebbene l’Universo Esteso DC non abbia mai avuto un nome ufficiale prima di questo, il fatto che si sia deciso di usare la parola “mondi” sembra un chiaro segno di cambiamento, che fa pensare allo sviluppo di film stand-alone piuttosto che a grandi saghe e “ammucchiate”, finora gestite con risultati mediocri.

Ne è un esempio lo sviluppo parallelo di due diversi film che coinvolgono il personaggio di Joker, uno che vede il ritorno di Jared Leto dopo Suicide Squad, l’altro sulle origini del personaggio, a basso budget e con protagonista Joaquin Phoenix.

Inoltre, dal materiale presentato al Comic-Con (i trailer di Aquaman Shazam e una scena tratta da Wonder Woman 1984) si manifesta un evidente cambio nei toni dei film, giudicati troppo seri fin dall’era Nolan ma soprattutto da Snyder in poi; dopo il successo di Wonder Woman si è forse deciso di mettere da parte il pessimismo cosmico e la grandeur snyderiana per fare spazio a storie più semplici e orientate alle famiglie. Una scelta più sicura, ma che ha funzionato male nel caso di Justice League e che forse si addice di più a film stand-alone.

In sintesi, il fatto che la Dc Films abbia deciso di cominciare a darsi una propria forma è da leggersi come positivo, e non c’è nulla di male nel cambiare o aggiustare la rotta a seconda del successo o meno dei propri film, soprattutto quando non si è avviata fin dall’inizio un’operazione di perfezione chirurgica come quella che ha coinvolto i Marvel Studios nella creazione del proprio universo condiviso.

Quello che però ancora sembra mancare è un progetto organico, al di là della decisione di creare universi o multiversi, e soprattutto la capacità di mettere prima di tutto la qualità dei singoli film. Forse con l’operazione Worlds of DC si riuscirà ad ovviare a questa mancanza.