Giornata Internazionale delle Donne: 8 Film per l’8 Marzo

Con l’uscita nei cinema di tutto il mondo di Captain Marvel, proprio in concomitanza con l’8 Marzo, si vuole celebrare la figura della donna forte, indipendente, finalmente protagonista del primo film Marvel su una supereroina.

In occasione di questa giornata vogliamo consigliarvi altri otto film, che spaziano per ogni genere e anno, ma che mettono tutti al centro le donne, non solo in quanto protagoniste “fisiche” ma come soggettività e spesso dietro la macchina da presa.


Sedmikrásky (1966) di Věra Chytilová

Il film emblematico della nouvelle vague cecoslovacca, Sedmikrásky (che significa margheritine) fu bandito in Unione Sovietica per la rappresentazione di due donne libere e libertine e per le avanguardistiche sperimentazioni tecniche sul suono e sull’immagine, che poco si addicevano al realismo socialista.


Ciné-tamaris

L’une chante, l’autre pas (1977) di Agnès Varda

Gli anni ’70 sono stati caratterizzati dalla lotta per l’emancipazione e i diritti riproduttivi delle donne, e questo film (anch’esso inedito in Italia) della celebre regista francese si inserisce perfettamente nella corrente del femminismo della seconda ondata. Seguendo la storia dell’amicizia fra due donne nel corso di quattordici anni, l’opera esplora tutti i temi caldi dell’epoca, regalandoci un meraviglioso e coloratissimo affresco dove le donne, nella loro unicità e differenza, sono protagoniste assolute.


20th Century Fox

Sognando Beckham (2002) di Gurinder Chadha

Questa commedia romantica britannica esplora gli stereotipi e le differenze di genere, etnia e classe, aprendosi così al femminismo del nuovo millennio, ovvero quello intersezionale. Certo, le attenzioni delle protagoniste finiscono per essere incentrate sul solito interesse amoroso maschile, e in molti critici hanno lamentato la mancanza di una ben più coraggiosa “svolta” queer, ma il film rimane una delle commedie dirette da una donna di maggior successo di sempre.


IFC Films

Frances Ha (2012) di Noah Baumbach

La vita di una ventenne newyorkese è il fulcro del capolavoro di Baumbach, sceneggiato insieme alla compagna Greta Gerwig che veste anche i panni della protagonista (e che nel 2017 ha esordito alla regia con l’acclamato Lady Bird). A metà fra l’Antoine Doinel di Truffaut e i personaggi nevrotici di Woody Allen, Frances diventa l’emblema di una generazione con pochi obbiettivi e tante incertezze sul futuro. Scene che sono già cult e una soundtrack pazzesca lo rendono un flm imperdibile.


01 Distribution

Amiche da morire (2013) di Giorgia Farina

Una commedia fresca e divertente che è anche un discorso attento e complesso sui ruoli occupati dalle donne nella commedia italiana: le tre protagoniste sono inizialmente degli stereotipi ambulanti, ma durante il film si assiste a una decostruzione intelligente e brillante dei personaggi, senza mai abbandonare il tono dissacrante della commedia, anzi, arricchendolo di una satira sottile e pungente. Un processo che può essere considerato pionieristico nel panorama cinematografico italiano.


Warner Bros.

Mad Max: Fury Road (2015) di George Miller

Da Alien a Terminator, i film d’azione ci hanno regalato personaggi femminili forti e indimenticabili, ma Mad Max: Fury Road è forse il primo blockbuster del genere a usare il femminismo stesso come tema del film. Il futuro distopico inventato da Miller si popola di donne che si sottraggono al ruolo di meri oggetti sessuali e relegate al ruolo riproduttivo, ed è solo grazie a loro che si riesce a rovesciare un sistema ingiusto.


Professor Marston and the Wonder Women (2017) di Angela Robinson

Le origini di Wonder Woman sono raccontate in questo biopic incentrato su William Moulton Marston e le sue compagne, Elizabeth Holloway Marston e Olive Byrne, in un’opera che mette in discussione i ruoli di genere e le convenzioni sessuali e di coppia, portando sullo schermo una storia vera a lungo sottaciuta e infangata dai processi alla morale di un’America puritana. Da far vedere al senatore Pillon e ai sostenitori del suo disegno di legge.


Videa

Suspiria (2018) di Luca Guadagnino

Non ci sono uomini fra i protagonisti del remake-omaggio del capolavoro di Dario Argento; il dottor Klemperer, infatti, è interpretato dall’androgina Tilda Swinton che si reinventa uomo (non per la prima volta nella sua carriera) con lo pseudonimo di Lutz Ebersdorf. Nazismo e terrorismo, stregoneria e femminino sacro si intrecciano nell’ipnotica e ambiziosa opera di Guadagnino. Le streghe sono tornate ed è un bene per tutti.