Tolkien – La recensione del film con Nicholas Hoult e Lily Collins

20th Century Fox

Tolkien, il biopic sul celeberrimo autore de Il Signore degli Anelli, è a poco meno di un mese dall’uscita nelle sale italiane (12 settembre) ed è aspettato con molta curiosità dai lettori (e non solo) delle famose opere del Professore. Presentato in anteprima italiana al Taormina Film Fest, il film segue gli anni di formazione accademica di J.R.R. Tolkien, le prime solide amicizie, lo sbocciare dell’amore con la futura moglie Edith Bratt, i terribili anni della Prima Guerra Mondiale, fino ad arrivare al famoso incipit de Lo Hobbit, In a hole in the ground there lived a Hobbit, che segnò l’inizio di qualcosa di epico.

Il regista Dome Karukoski, su sceneggiatura di David Gleeson e Stephen Beresford, decide di focalizzarsi troppo sui primi anni di Tolkien e più di metà della durata del film è occupata quasi esclusivamente sulle amicizie del poi filologo e sulla società da lui fondata insieme ad altri tre compagni. Commettendo lo stesso errore già visto in film come Colette (il biografico con Keira Knightley sulla vita dell’omonima scrittrice e attrice francese), Tolkien non riesce a far maturare per bene il suo personaggio principale, fermando il suo percorso di crescita proprio negli anni più interessanti e pieni della sua vita, donando così allo spettatore un abbozzo della grande personalità del protagonista e facendone solo intuire lo sviluppo futuro. I primi anni della vita dello scrittore sono sì interessanti e segnanti, ma ugualmente (se non in modo maggiore) lo sono quelli della stesura dei suoi capolavori letterari: questi, purtroppo, resteranno preclusi a chi non ha una buona conoscenza della biografia di J.R.R. Tolkien. Un punto a favore è sicuramente l’attenzione rivolta all’interesse filologico e all’invenzione delle lingue da parte di Tolkien, anche se comunque è una parte che arriva troppo tardi nel film e che poteva essere maggiormente esaltata: non a caso una delle scene migliori è quella riguardante la famosa frase Cellar Door, che lo scrittore trovava tanto musicale ed interessante.

Sebbene la Tolkien Estate abbia preso preventivamente le distanze dalla pellicola negandole il suo appoggio, essa rimane comunque abbastanza fedele (a parte qualche piccolo scambio di data e di età) alla vita e al personaggio, peccando solo dell’espediente forse più odiato dal suo protagonista: l’allegoria. Non essendo ovviamente un documentario, il film sottolinea spesso i vari temi principali nelle opere di Tolkien con immagini visuali che prendono forma dal subconscio dell’autore: a volte, soprattutto nelle parti ambientate al fronte, questi simboli sono talmente invadenti da far sembrare il giovane autore affetto da allucinazioni.

In sostanza Tolkien è un buon film, creato con cuore e buone intenzioni, sorretto dalle solide interpretazioni di Nicholas Hoult e Lily Collins, accompagnato da una soundtrack molto delicata firmata da Thomas Newman e che riecheggia le famose note di Howard Shore, concluso da una splendida sequenza di titoli di coda tutta da scoprire, e che porta alla luce i temi fondamentali del legendarium tolkieniano: il viaggio, l’amore, il coraggio e soprattutto la fratellanza (fellowship). Manca però la fede.

Voto: 7 / 10

Tolkien

2019
Di: Dome Karukoski
Con: Nicholas Hoult, Lily Collins, Colm Meaney, Anthony Boyle, Patrick Gibson, Tom Glynn-Carney

Tolkien, il film diretto da Dome Karukoski, esplora gli anni formativi dell’autore orfano quando trova amicizia, amore e ispirazione artistica tra un gruppo di emarginati a scuola. Questo lo porta allo scoppio della prima guerra mondiale, che minaccia di fare a pezzi la “Fellowship”. Tutte queste esperienze avrebbero ispirato Tolkien a scrivere i suoi famosi romanzi della Terra di Mezzo.