#Venezia76: otto “tesori nascosti” da non perdere alla Mostra del Cinema

La 76. Mostra del Cinema di Venezia è alle porte, e sono enormi le aspettative sui film più attesi e sulle star che calcheranno il red carpet del Palazzo del Cinema.

Inutile negarlo, la Mostra del Cinema è soprattutto questo: il fascino mondano e retrò del Lido, i fan appostati per ore per avere un autografo o una foto coi loro beniamini, gli aperitivi in spiaggia, le anteprime mondiali con gli attori più quotati del momento.

Ma per molti cinefili la Mostra del Cinema significa anche avere l’opportunità unica di vedere opere che rimangono fuori dai circuiti di distribuzione italiani, di scoprire nuovi talenti grazie alle sezioni parallele e riscoprire classici del passato portati a nuova vita dal restauro.

In quest’articolo ci dedicheremo a questa seconda faccia della Mostra: abbiamo scovato otto titoli fra le varie sezioni del festival, quattro lungometraggi, un mediometraggio e tre cortometraggi di cui si parla poco perché sovrastati dall’hype delle premiere hollywoodiane o europee di cineasti più blasonati.

Assieme a una breve sinossi dell’opera e alle nostre motivazioni per cui ne consigliamo la visione, troverete le date e i luoghi di programmazione.


1. Qiqiu – Balloon (Orizzonti)

Regia di Pema Tseden
con Sonan Wangmo, Jinpa, Yangshik Tso / Cina / 102’

Spiritualità e realtà si mescolano fra le alture del Tibet. Una famiglia che conduce una vita pacifica si troverà a lottare contro i dettami contrastanti della natura, della spiritualità, della politica e del libero arbitrio. Tutto a causa di un preservativo.

Il regista tibetano concorre nella sezione Orizzonti per la terza volta dopo Tharlo (2015) e Jinpa (2018), quest’ultimo vincitore del premio per la migliore sceneggiatura. I suoi film sono perlopiù introvabili e la Mostra del Cinema di Venezia rappresenta, quindi, un’occasione davvero unica per vederli.

Programmazione:

30/08: 14.15 – Sala Darsena
31/08: 13.30 – PalaBiennale


2. Lingua Franca (Giornate degli Autori)

Regia di Isabel Sandoval
con Isabel Sandoval, Eamon Farren, Lynn Cohen, Lev Gorn, Ivory Aquino, PJ Boudousque / Stati Uniti, Filippine / 94′

Olivia, un’immigrata filippina senza documenti, lavora come badante per un’anziana ebrea russa a Brighton Beach, Brooklyn. Sfumata la possibilità di sposare un americano per ottenere la carta verde, inizia una relazione con Alex, nipote dell’anziana e dipendente in un mattatoio, il quale però non sa che lei è una donna transgender.

Dopo aver debuttato in concorso a Locarno nel 2011, la regista filippino-americana presenterà il suo terzo film nella sezione parallela delle Giornate degli Autori. Nonostante le storie che vedono protagoniste persone transgender siano abbastanza presenti nel cinema contemporaneo mondiale e anche in film che hanno riscosso successo commerciale (Laurence Anyways, Una mujer fantastica, o anche lo stesso The Danish Girl presentato in concorso a Venezia) è raro che il punto di vista sia proprio quello di una persona transgender, qui sia alla regia che alla sceneggiatura. Clicca per vedere una clip del film.

Programmazione:

06/09: 17.00 – Sala Perla


3. Mauri (Venezia Classici)

Regia di Merata Mita
con  Anzac Wallace, Eva Rickard, James Heyward, Sonny Waru, Rangamarie Delamere / 1984 / Nuova Zelanda / 101′

Mauri (forza vitale) è il primo film nella storia del cinema ad essere diretto da una donna maori. Il film narra la storia di Rewi, un uomo ossessionato da un passato che minaccia di inghiottire il suo futuro, in un paesaggio colorato un tempo fiorente, ora distrutto dall’arrivo degli europei. Un accenno di triangolo amoroso è solo un pretesto per indagare le tensioni culturali, l’identità, il colonialismo e gli stili di vita che cambiano in un paese della East Coast.

Visionando alcuni estratti dal film contenuti nell’archivio online New Zealand On Screen, veniamo avvisati che sono presenti dei difetti nel master. Sarà quindi un’occasione unica quella di vedere per la prima volta quest’opera in versione restaurata dalla New Zealand Film Commission, e (ri)scoprire un classico del cinema praticamente sconosciuto in Europa.

Programmazione:

31/08: 17.00 – Sala Casinò
01/09: 13.00 – Sala Volpi


4. Psykosia (Settimana Internazionale della Critica)

Regia di Marie Grahtø
con Lisa Carlehed, Victoria Carmen Sonne, Trine Dyrholm, Bebiane Ivalo Kreutzmann / Danimarca, Finlandia / 87′

Viktoria è una singolare ricercatrice nel campo del suicidio, estremamente autodisciplinata, che viene invitata in un reparto psichiatrico per curare Jenny, una paziente con tendenze suicide. Nel corso di intime conversazioni notturne si crea tra loro un forte legame. Per la prima volta nella sua vita, Viktoria si apre ed entra in stretto contatto con un’altra persona. Ma più le due donne si avvicinano, più diventa chiaro che non tutto è come sembra.

Dopo aver vinto numerosi premi con i suoi tre cortometraggi (tutti disponibili su Vimeo) ed essersi laureata alla scuola di cinema indipendente Super16, la regista danese concorrerà alla Settimana Internazionale della Critica con il suo primo lungometraggio. Il film, di lunga gestazione e che inizialmente doveva chiamarsi Teenage Jesus, è ispirato alla storia clinica della stessa regista (che firma anche la sceneggiatura) e vede fra i suoi protagonisti la famosa attrice danese Trine Dyrholm, ormai un’habitué del festival. La proiezione del film sarà preceduta dal cortometraggio Fosca di Maria Chiara Venturini.

Programmazione:

04/09: 14.00 – Sala Perla (Proiezione ufficiale)
05/09: 09:00 – Sala Perla (Replica)


5. Electric Swan (Fuori Concorso)

Regia di Konstantina Kotzamani
con Juan Carlos Aduviri, Nelly Prince, Elisa Massino / Francia, Grecia, Argentina / 40′

Gli edifici non dovrebbero muoversi. Ma ad Avenida Libertador, Buenos Aires, l’ultimo piano di un edificio borghese sta tremando, causando una misteriosa perdita che divora le mura e i suoi abitanti. Tutto finisce per inondare il seminterrato, dove vive il portiere.

Lo stile visionario e grottesco dei suoi cortometraggi, presentati ai maggiori festival internazionali (fra cui Cannes e Berlino), hanno reso questa giovane regista greca una dei cineasti più interessanti degli ultimi anni. Qui il trailer del mediometraggio che sarà proiettato come evento speciale assieme al corto di Guillermo ArriagaNo One Left Behind.

Programmazione:

30/08: 21.00 – Sala Giardino
31/08: 09:00 – Sala Giardino


6. Khaneh siah ast – The House is Black (Venezia Classici)

Regia di Forough Farrokhzad / Documentario / 1963 / Iran / 20′

La vita all’interno di un lebbrosario rivela le piccole cose che uniscono tutti i mortali sotto il segno delle necessità quotidiane: nutrirsi, curarsi, apprendere, divertirsi. Ad alleviare l’ineluttabilità del destino, i versi di una poesia trascinano le immagini in un montaggio che trasforma il film in un poema visivo.

Considerato una pietra miliare del cinema iraniano, questo capolavoro è la prima e unica opera cinematografica di Forough Farrokhzad, poetessa persiana dall’immenso talento, scomparsa prematuramente a causa di un incidente stradale nel 1967. Nonostante le sue poesie siano state tradotte anche in Italia, questo breve documentario rimane perlopiù sconosciuto in occidente, nonostante sia stato nominato “il miglior film iraniano di tutti i tempi” dal celebre critico statunitense Jonathan Rosenbaum. Il restauro è stato realizzato dalla Fondazione Cineteca di Bologna e Ecran Noir productions, in collaborazione con Ebrahim Golestan. Con il sostegno di Genoma Films e Mahrokh Eshaghian.

Programmazione:

29/08: 14.30 – Sala Giardino
30/08: 09.00 – Sala Volpi


7. Sh_t Happens (Orizzonti Cortometraggi)

Regia di Michaela Mihályi, David Štumpf / Animazione / Repubblica Ceca, Slovacchia, Francia / 13′

Concludiamo la nostra selezione con due cortometraggi del concorso Orizzonti, una sezione spesso bistrattata che merita più attenzione sia da parte del pubblico che degli accreditati.

Questo corto animato vede protagonisti un custode esausto da tutto, la sua moglie frustrata e un cervo depresso. La loro disperazione porterà ad eventi surreali e assurdi. Qui il trailer.

8. Darling (Orizzonti Cortometraggi)

Regia di Saim Sadiq
con Abdullah Malik, Alina Khan, Mehar Bano, Nadia Afgan / Pakistan, Usa / 16’

Ambientato in un teatro di danza di Lahore, il corto è incentrato sui due protagonisti, una ragazza e un ragazzo, i loro sogni e aspirazioni, la loro voglia di essere accettati, il tutto coronato da una storia d’amore.

Darling è in parti uguali una storia di formazione, una celebrazione della cultura queer e una lettera d’amore a Bollywood, e vuole sfidare gli stereotipi e la transfobia della società pakistana scegliendo come protagonista un’attrice transgender. Qui un’intervista al regista.

Programmazione (per entrambi i cortometraggi):

29/08: 16.30 – PalaBiennale
06/09: 17.15 – Sala Giardino
07/09: 16.30 – Sala Giardino


Per approfondire: