Guadagnino l’ha fatto di nuovo: il fenomeno Challengers

Come in molti avevano previsto, negli ultimi anni vedere un film al cinema si sta trasformando sempre più velocemente in evento. Quello che un tempo era riservato ai blockbuster, dopo la pandemia si è allargato a qualsiasi tipo di film: ciò che spinge la gente ad andare al cinema è l’esperienza che vivono all’interno della sala. Che sia per il piacere di trovarsi sedute accanto a decine di persone tutte vestite di rosa o per godere al meglio degli effetti speciali di una produzione da cento milioni di dollari, il pubblico è disposto a pagare il biglietto solo con la promessa che quello che vivranno all’interno della sala può essere vissuto solo lì. Insomma, il cinema sembra essere tornato alle sue origini, quello di macchina delle attrazioni.

 

 

E cosa c’è di più cinematografico, in questo senso, del diventare per qualche secondo una pallina da tennis che viene sbalzata da una parte all’altra del campo?

 

 

Forse questo è uno dei motivi del successo di Challengers, il film di Luca Guadagnino uscito lo scorso 24 Aprile e di cui si continua a parlare da settimane, dando vita a un vero e proprio fenomeno di costume con tanto di meme, fan-art e fan-video, e merchandising perennemente sold-out.

Di attrazioni Challengers ne ha tante: a partire dal cast, con Zendaya perfetta diva contemporanea e due dei giovani attori più talentuosi sulla scena, Josh O’Connor e Mike Faist, e la chimica esplosiva fra i tre che rende uno dei tropi più usati e abusati, quello del triangolo amoroso, elettrizzante e ipnotico; non da meno la colonna sonora degli ormai veterani della musica su schermo Trent Reznor e Atticus Ross, che irrompe nella narrazione diventando protagonista attivandosi con le azioni dei personaggi; e anche la sceneggiatura, firmata da Justin Kuritzkes, che spezza la storia in archi temporali che coincidono coi set e break del match tra Art e Patrick con cui inizia e finisce il film, e in linea con il tema del film in cui i confini tra sport, amore, amicizia, sesso e potere si confondono progressivamente, scrive i dialoghi come i botta e risposta di una partita di tennis.

Ma concentriamoci sulla regia. Guadagnino è un cinefilo prima di essere un regista, e i suoi riferimenti e citazioni sono sempre ben chiari sullo schermo (e spesso dichiarati apertamente). Ciò lo rende un manierista, come alcuni critici gli rimproverano, privo di uno stile proprio? Forse, ma la capacità di Guadagnino di sapere da chi “prendere in prestito” per tradurre le azioni sullo schermo rende il suo cinema interessante e divertente anche quando la qualità non è sempre alta (penso ad esempio a A Bigger Splash, che però ha molto in comune con Challengers e che, azzardo, forse è stato fondamentale per il suo sviluppo). Se poi è aiutato da un maestro della luce come Sayombhu Mukdeeprom, suo direttore della fotografia anche in Chiamami col tuo nome e nel remake Suspiria, gli ingranaggi della macchina delle attrazioni scivolano che è un piacere.

In Challengers, Guadagnino da sfogo a tutto il suo estro, dai movimenti di macchina che si trasformano in un divertissement (oltre alla già citata soggettiva della pallina da tennis, notevoli anche quella della rete, dell’asfalto e della racchetta) a come inquadra e fa muovere le tre star del film, in modo sfacciatamente e orgogliosamente omoerotico (e infatti il web è pieno di maschi etero che non hanno trovato il film sexy), con una cura per il dettaglio che arricchisce (e spesso migliora) la dinamica descritta dalla sceneggiatura del film.

Facile intuire, quindi, i motivi per i quali molte persone abbiano trovato Challengers irresistibile, portandole a vedere anche più volte il film in sala: questa coreografia di corpi, primissimi piani, parole, musica, luci, movimenti, che mescola Rohmer e Hitchcock ai volti pop del momento può essere goduta pienamente solo sul grande schermo e, sette anni dopo Chiamami col tuo nome e in modo completamente diverso, Guadagnino è di nuovo elevato a regista cult per una generazione.

Voto: / 10

Challengers

2024
Di: Luca Guadagnino
Con: Zendaya, Mike Faist, Josh O'Connor, Darnell Appling, Bryan Doo, Shane T Harris

Tashi, una giocatrice di tennis diventata allenatrice, ha trasformato suo marito Art da un mediocre giocatore a un campione del grand slam. Per risollevargli il morale dopo una scia di partite perse, lo porta a giocare a un evento “Challenger” – uno dei tornei di livelli più bassi nel tour pro – dove si ritrova ad affrontare quello che una volta era un giocatore promettente e ora è totalmente esaurito: Patrick, suo ex migliore amico ed ex fidanzato di Tashi.